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Post da Giugno 2009

Televisione. Esercizio 1

24 Giugno, 2009 · 3 Commenti

Munitevi di un blocco per gli appunti e di una penna, un pennarello o una matita. Vi sarà utile per prendere appunti.

Accendete la televisione. Togliete l’audio con l’apposito tasto “mute” o abbassate il volume fino ad eliminare l’audio.

Osservate attentamente i personaggi del teleschermo, sia che stiate guardando un telegiornale, uno sceneggiato, un film, un documentario o anche la pubblicità.

Provate a scrivere cosa stanno facendo i personaggi. Studiate le loro emozioni guardando le espressioni del volto o la gesticolazione. Provate anche a scrivere cosa secondo voi stanno dicendo i personaggi.

Questo esercizio mette in risalto tutto il linguaggio visivo della rappresentazione televisiva.

Se avete un videoregistratore provate a registrare il programma del vostro esercizio, e una volta terminato provate a rivedere il programma con l’audio e confrontatelo con i vostri appunti.

Avrete sicuramente delle sorprese, e la cosa potrà anche farvi sorridere.

Categorie: televisione
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Citazioni

15 Giugno, 2009 · Lascia un Commento

Ho trovato questo breve brano di critica televisiva leggendo un libro di Stefano Benni (Achille piè veloce, Feltrinelli Economica, Milano 2005 [2003], p. 86).

Ve lo riporto perché insisto nel farvi affrontare questo argomento nel modo più critico e, se mi fosse possibile, nel farvi smettere di vedere la televisione – o di farvela vedere in maniera più critica e attenta – nella recondita speranza che già accada.
Ecco il brano:

“[...] [La televisione] È un luogo di malattia dove tutti parlano insieme, sovrapponendosi uno all’altro, oppure parlano e fingono di non ricordare ciò che hanno detto. Esattamente come nei manicomi. Ma lì non rischi l’elettrochoc, e ti pagano pure. Locus miser! Clinica di lusso, dove il comformismo festeggia l’impunità di definirsi trasgressione. Caserma di imboscati, camerateschi con i superiori, sadici con i deboli. Luogo di mostri gozzuti, condannati a copulare in eterno tra loro.
[...]
Ma come rinunciare alla sua comodità? Una pozzanghera che riflette tutto il dolore del mondo, e che puoi asciugare in un attimo. Una grata di confessionale in casa tua, e dentro un prete in lustrini.”

Ho trovato un altro brano. Eccolo:

“[...]Lei diceva: «Ma non vedi che tutto è stupido? Non vedi che ci prendono per dei deficienti?». E lui: «No, no, c’è una cosa che mi interessa». [...] Allora [lei] ascoltava il suono della televisione in altri appartamenti del condominio, sentiva l’eco di una musichetta o la voce d’uno di quei personaggi che fanno gli imbecilli sullo schermo, secondo le sue precise parole, e pensava a quanta gente era lì come loro ad ammazzare il tempo senza avere niente da dirsi, come dei mezzi morti in una tomba dove sono seppelliti prima del tempo.”
(CELATI, GIANNI, Cinema Naturale, Feltrinelli, Milano 2001, pag. 46)

Tiziano Scarpa, sulla televisione:

“I narratori italiani Cannibali hanno detto chiaro e tondo che non c’è da avere nessuna speranza, purtroppo, nelle classi tartassate dall’ipnosi televisiva. Sono deboli vittime di una violenza spirituale inaudita [...]. Da loro non arriverà niente. Solo consenso elettorale a chi le incula a furia di campionati di calcio, pubblicità, musica scadente, varietà dell’ininterrotto sabato sera giornaliero eterno in cui si è trasformata la nostra comunità nazionale teleperversa.
Lo so. Lo so perché sono fregato anch’io. Chi mi frega sono i ritornelli che mi entrano in testa e costringono il mio cervello a canticchiare melodie che la mia anima disprezza. [...]
Restiamo impalati davanti alla tivù a denigrarla, per ore e ore, giorno dopo giorno, senza essere capaci di distogliere lo sguardo per un attimo.” (SCARPA, TIZIANO, Batticuore fuorilegge, Fanucci, Roma 2006, pp. 145-146)

Elémiere Zolla (fonte Il Sole24Ore, Domenica, 30 Aprile 2006):
“L’industria culturale genera intorpidimento e malessere. Chi acquista un televisore non lo fa per un miraggio di felicità, ma per gettare zavorra nella desolazione quotidiana”

“[...] non mettiamo la Tv a capotavola: quella è una sede simbolica, è il posto del capofamiglia, e questa cattiva abitudine uccide il silenzio gravido di affetti, quel discorrere anche tumultuoso che fa di un desco familiare un contesto insostituibile.” (CAPRETTINI, GIAN PAOLO, La scatola parlante, Editori Riuniti, Roma 1996, pagg. 14-15)

Categorie: televisione
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Metafore della velocità

14 Giugno, 2009 · Lascia un Commento

Nella socità occidentale il tempo è denaro.
Quindi chi ha più tempo (libero?) ha più denaro.
Chi ha poco denaro ha, di conseguenza, poco tempo. Dunque deve guadagnare tempo e, per farlo, la soluzione che la nostra società ci propone (impone?) è quella di essere più veloci. Che vuol dire andare di fretta, mangiare in fretta, bere il caffè in piedi.

Dagli albori della pubblicità (Carosello) il tema della velocità è stato un leit-motiv: dagli elettrodomestici – lavatrici, lavastoviglie, ecc. grazie ai quali la casalinga poteva guadagnare tempo libero (che avrebbe speso a scegliere l’ombretto, il mascara, l’abito pubblicizzato per farsi bella) – fino alle automobili.

Lo stesso messaggio pubblicitario (e, in generale, i programmi televisivi) hanno assunto, dagli anni ‘50 ad oggi – una velocità frenetica, un ritmo veloce, sincopato.

Ma ritorniamo alle automobili.

In questo caso la velocità non è funzionale al tempo che si guadagna, ma a se stessa. È il gusto di andare veloci, il piacere provocato dall’accelerazione del turbo, lo sprint al semaforo.

Tutto questo mentre vediamo affissioni stradali dove è scritto: “Meglio perdere un minuto nella vita che la vita in un minuto”. Ma allora perché mi vendono automobili che in quindici secondi raggiungono i cento chilometri orari?

Nelle pubblicità delle automobili un concetto dominante è quello della libertà. E la velocità è una metafora della libertà.

La pubblicità che mi piacerebbe vedere

Con i limiti di velocità fissati dal nostro codice della strada (50, 70, 90, 110, 130 Km/h) è proibito andare oltre una certa velocità. Ma nella pubblicità la velocità è sinonimo di libertà, e cattura le fantasie di molti automobilisti.

La pubblicità dice le bugie, per questo mi piace (il suo poter mentire, o forse meglio bleffare), ma non è il tipo di pubblicità che vorrei vedere.

Sarei contento se vedessi o ascoltassi una pubblicità del genere:

«Quando sei fermo, spegni il motore, così inquini meno» (ne ho vista una con questo messaggio a Livigno);

oppure:

«La nostra macchina ha un motore che inquina di meno e consuma di meno, anche se non raggiunge velocità elevatissime. Tuttavia è poco logico offrirvi un’auto che superi i limiti di velocità consentiti nel vostro Paese».

Quest’ultima sarebbe una pubblicità veritiera, e per questo non è possibile produrla. Non farebbe leva sul desiderio, ma sul nostro senso etico, sulla serietà.

Quando potrà esistere una pubblicità di questo genere?

Quando, per l’appunto?

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Categorie: polis
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Effetto realtà

10 Giugno, 2009 · Lascia un Commento

Una delle caratteristiche della televisione è l’effetto realtà.
Quello che vediamo alla televisione è reale. Non solo, ma molto spesso l’effetto di senso è quello di farci credere che ciò che viene trasmesso sia più reale del reale.

Per fare questo la televisione utilizza diverse tecniche: l’intervista, la ricostruzione del fatto, la diretta. Il telespettatore non può ribattere a niente di quello che gli viene detto e raccontato. I personaggi del teleschermo non lo sentono. Al massimo può cambiare canale, o spegnere la televisione, ma in nessun caso può venire ascoltato.

La televisione è un medium che viene fruito passivamente. Per superare questo ostacolo gli spettacoli televisivi utilizzano la telefonata in diretta e gli SMS. In questa maniera il telespettatore può in piccola misura sentirsi attivo e partecipe della trasmissione. Inoltre, grazie a queste tecniche, la televisione aumenta il suo effetto di realtà.

Tuttavia, analizzando il fenomeno più nello specifico, noterete che la televisione racconta e mostra la realtà, ma non è la realtà. Cosa opposta a quello che invece vuole essere ed è, nella logica del racconto. La televisione è la realtà, ed è più reale del reale.

Categorie: televisione
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Eco-consumo: il consumo sostenibile

8 Giugno, 2009 · Lascia un Commento

Sono del parere che un consumo più sostenibile, che sia consapevole della fragilità del nostro ambiente e che possa, in qualche modo, sostenerlo, sia possibile.

Si è parlato della crisi economica che ha colpito – sta colpendo – il mondo occidentale, come di un possibila cartina di tornasole che filtri le nostre cattive abitudini di consumisti e ci riporti verso un acquisto più consapevole delle tematiche ecologico-ambientali che sono implicite nei prodotti creati dall’industria. E in questo post vorrei proporvi un piccolo esempio di come anche con un piccolo gesto sia possibile cambiare qualcosa.

Tutto parte da un gesto quotidiano che è il lavarsi i denti.
Trenta, quaranta milioni di persone, in Italia, si lavano tutti i giorni i denti. Due, tre volte al giorno.
Quando lo spazzolino è consumato lo buttano via, e diventa scarto, spazzatura. Plastica che va nell’inceneritore o nella discarica.
Ma perché gettare tutto lo spazzolino quando ciò che si consuma è solo la setola?
Certo non si risolve il problema dell’inquinamento con questo gesto, ma lo si limita. So che i grandi economisti non credono nei piccoli gesti. Credono nella macroeconomia, nelle scelte delle grandi multinazionali. Sono loro a decidere le sorti dell’ambiente. Ma se non credono alle piccole cose, si interroghino sul successo dell’iPhone e delle cosiddette .app o delle singole canzoni che si scaricano da internet ad un costo che si aggira intorno ai 90 centesimi di euro. 90 centesimi sono pochi, ma moltiplicateli per qualche milione di download e vedrete quelle cifre che costituiscono una parte del fatturato della Apple.

Pensate adesso alla stessa cosa con lo spazzolino.
Trenta, quaranta (fossero anche solo venti) milioni di spazzolini gettati ogni mese nell’immondizia. A quanti chili di plastica equivalgono?
E pensate di gettar via solo le setole… non si è forse risparmiato qualcosa in termini di consumo, inquinamento? Io credo di sì.

Ed è per questo che utilizzo uno spazzolino con le setole ricambiabili.
Uno spazzolino che si chiama Silver Care, e non faccio pubblicità gratis (come mal sopporto questa parola!). Perché quello che ci guadagno non sono soldi, ma un ambiente più pulito e un consumo, per l’appunto, più sostenibile.

Buona giornata. ;-)

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Categorie: eco-consumo
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La televisione è rassicurante

4 Giugno, 2009 · Lascia un Commento

La televisione è rassicurante perché tendenzialmente riconferma la nostra realtà. Cioè come noi vediamo il mondo.

 

La televisione ci fa vedere il mondo come lei lo vede. Ancora: la televisione costruisce per noi la realtà. Non ci chiede sforzi, ci vuole mettere comodi, sdraiati sul divano, e costruisce per noi quello che sarà il nostro concetto di realtà (noi possiamo non crederci e rifiutarlo, ben inteso) e la realtà tout court – sì, questa è la sua più grande aspirazione. Tra parentesi: usare quel prodotto perché ci fa essere quel tipo di persona (quella realtà) è anche l’aspirazione massima della pubblicità, perchè ci porta a comperare quel marchio (brand). 

 

Possiamo affermare che la televisione mira a costruire certezze. E anche l’incertezza può diventare una certezza (la certezza dell’incertezza).

 

Cerco di spiegarmi più analiticamente.

 

La televisione non può mostrarci la realtà, ma può mostrarci una visione della realtà. Questa visione della realtà vuole però essere l’unica visione della realtà, quella ufficiale, incontestabile, non criticabile. 

 

In questo senso la televisione costruisce la nostra realtà: le nostre categorie di pensiero, la nostra scala di valori. Nel momento in cui noi mettiamo in dubbio questa visione della realtà, prendiamo un atteggiamento critico nei confronti di quello che ci viene presentato come realtà.

 

Forse ci capiterà di acquistare una marca sconosciuta piuttosto di quella pubblicizzata in televisione.

Forse ci chiederemo se davvero abbiamo bisogno di quella cosa che volevamo acquistare.

 

Nota: questo capitolo rimane ancora aperto…

Mandatemi i vostri commenti, o scriveteli nel vostro blocco di appunti.

 

Buona giornata

Categorie: televisione
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