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Voce marcata come ‘acquisto’

Che tipo di consumatore sei?

25 Maggio, 2009 · Lascia un Commento

Comprate perché una cosa vi serve o per noia? Vi piacciono di più gli oggetti con una chiara funzione o siete attirati dalle ultime novità della moda?
Ma soprattutto, acquistate un oggetto anche se, di quell’oggetto, non ne avete veramente bisogno?
In questo breve scritto cercerò di illustrarvi alcune teorie semiotiche, lasciandovi il compito di scoprire che tipo di consumatore siete.
Il semiologo J.M. Floch distingue quattro tipologie di consumatore:
1. consumatore pratico (concreto e razionale, con atteggiamento utilitarista)
2. utopico (con valori esistenziali, interessato alla sua identità e alla sua espressione nella società)
3. consumatore critico (valori non esistenziali, essenza del prodotto, rapporto qualità / prezzo)
4. consumatore ludico (ama giocare con i beni di consumo)
All’interno di questa significazione minima vanno a costituirsi varie sfumature nella tipologia del consumatore, che può collocarsi tra un comportamnto pratico e critico o tra uno utopico e ludico. Ma il comportamento di un consumatore può anche variare a seconda della sua situazione psicologica o della tipologia di prodotto. Uno stesso consumatore può assumere un giudizio pratico per una serie di merci e un giudizio ludico per altri oggetti.
Un’ulteriore aspetto che va studiato nel cercare di definire la tipologia di consumatore e il nostro rapporto quotidiano con le merci riguarda l’aspetto temporale dell’acquisto.

Vanno analizzati tre periodi temporali:
i) la fase precedente all’acquisto,
ii) la fase dell’acquisto vero e proprio e
iii) la fase del dopo-acquisto – se cioè dell’acquisto siamo soddisfatti o meno, se avvertiamo il dubbio che il nostro acquisto sia stato frutto di un capriccio o se invece siamo convinti di quello che abbiamo comprato.
Chi “consuma” viene sollecitato in fase di pre-acquisto dalla pubblicità, che nella società post-industriale non offre solo il prodotto ma l’emozione. Crea dei desideri che devono essere appagati con l’acquisto di prodotti, facendo molto spesso gioco-forza sulle caratteristiche immateriali del prodotto (il marchio). Il prodotto si trova così ad incarnare non solo un oggetto quanto – e soprattutto – uno stile di vita legato ad un certo oggetto.
In fase di acquisto si mettono poi in campo delle strategie per cercare di capire l’orientamento dei consumatori: carte prepagate o carte fedeltà che hanno lo scopo, in cambio di piccoli sconti, di fornire delle statistiche sui prodotti acquistati e sulla loro quantità, sulla loro forma o colore.
Infine, in fase di post vendita, sondaggi e questionari – spesso con la promessa di un premio o di un concorso – cercano ancora di “migliorare il tiro”, cioè di capire perché un prodotto vende più di un altro, se il cliente è soddisfatto e rifarebbe lo stesso acquisto una seconda volta, quali prodotti sono più importanti di altri in fatto di vendite.
Tutte queste variabili rendono estremamente complesso definire dei tipi stabili di consumatori, ma ci aiutano a capire meglio il problema del perché (motivazione) e del cosa (scelta) acquistiamo.
Possiamo capire quali sono i prodotti che ci piacciono per il loro contenuto emotivo e simbolico e quali invece per le loro funzionalità pratiche. Infine, possiamo guardare ai nostri acquisti con occhi più critico, magari evitando acquisti inutili, ripensamenti, delusioni.

Categorie: consumo
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