Sono del parere che un consumo più sostenibile, che sia consapevole della fragilità del nostro ambiente e che possa, in qualche modo, sostenerlo, sia possibile.
Si è parlato della crisi economica che ha colpito – sta colpendo – il mondo occidentale, come di un possibila cartina di tornasole che filtri le nostre cattive abitudini di consumisti e ci riporti verso un acquisto più consapevole delle tematiche ecologico-ambientali che sono implicite nei prodotti creati dall’industria. E in questo post vorrei proporvi un piccolo esempio di come anche con un piccolo gesto sia possibile cambiare qualcosa.
Tutto parte da un gesto quotidiano che è il lavarsi i denti.
Trenta, quaranta milioni di persone, in Italia, si lavano tutti i giorni i denti. Due, tre volte al giorno.
Quando lo spazzolino è consumato lo buttano via, e diventa scarto, spazzatura. Plastica che va nell’inceneritore o nella discarica.
Ma perché gettare tutto lo spazzolino quando ciò che si consuma è solo la setola?
Certo non si risolve il problema dell’inquinamento con questo gesto, ma lo si limita. So che i grandi economisti non credono nei piccoli gesti. Credono nella macroeconomia, nelle scelte delle grandi multinazionali. Sono loro a decidere le sorti dell’ambiente. Ma se non credono alle piccole cose, si interroghino sul successo dell’iPhone e delle cosiddette .app o delle singole canzoni che si scaricano da internet ad un costo che si aggira intorno ai 90 centesimi di euro. 90 centesimi sono pochi, ma moltiplicateli per qualche milione di download e vedrete quelle cifre che costituiscono una parte del fatturato della Apple.
Pensate adesso alla stessa cosa con lo spazzolino.
Trenta, quaranta (fossero anche solo venti) milioni di spazzolini gettati ogni mese nell’immondizia. A quanti chili di plastica equivalgono?
E pensate di gettar via solo le setole… non si è forse risparmiato qualcosa in termini di consumo, inquinamento? Io credo di sì.
Ed è per questo che utilizzo uno spazzolino con le setole ricambiabili.
Uno spazzolino che si chiama Silver Care, e non faccio pubblicità gratis (come mal sopporto questa parola!). Perché quello che ci guadagno non sono soldi, ma un ambiente più pulito e un consumo, per l’appunto, più sostenibile.
Buona giornata.

