Nella socità occidentale il tempo è denaro.
Quindi chi ha più tempo (libero?) ha più denaro.
Chi ha poco denaro ha, di conseguenza, poco tempo. Dunque deve guadagnare tempo e, per farlo, la soluzione che la nostra società ci propone (impone?) è quella di essere più veloci. Che vuol dire andare di fretta, mangiare in fretta, bere il caffè in piedi.
Dagli albori della pubblicità (Carosello) il tema della velocità è stato un leit-motiv: dagli elettrodomestici – lavatrici, lavastoviglie, ecc. grazie ai quali la casalinga poteva guadagnare tempo libero (che avrebbe speso a scegliere l’ombretto, il mascara, l’abito pubblicizzato per farsi bella) – fino alle automobili.
Lo stesso messaggio pubblicitario (e, in generale, i programmi televisivi) hanno assunto, dagli anni ‘50 ad oggi – una velocità frenetica, un ritmo veloce, sincopato.
Ma ritorniamo alle automobili.
In questo caso la velocità non è funzionale al tempo che si guadagna, ma a se stessa. È il gusto di andare veloci, il piacere provocato dall’accelerazione del turbo, lo sprint al semaforo.
Tutto questo mentre vediamo affissioni stradali dove è scritto: “Meglio perdere un minuto nella vita che la vita in un minuto”. Ma allora perché mi vendono automobili che in quindici secondi raggiungono i cento chilometri orari?
Nelle pubblicità delle automobili un concetto dominante è quello della libertà. E la velocità è una metafora della libertà.
La pubblicità che mi piacerebbe vedere
Con i limiti di velocità fissati dal nostro codice della strada (50, 70, 90, 110, 130 Km/h) è proibito andare oltre una certa velocità. Ma nella pubblicità la velocità è sinonimo di libertà, e cattura le fantasie di molti automobilisti.
La pubblicità dice le bugie, per questo mi piace (il suo poter mentire, o forse meglio bleffare), ma non è il tipo di pubblicità che vorrei vedere.
Sarei contento se vedessi o ascoltassi una pubblicità del genere:
«Quando sei fermo, spegni il motore, così inquini meno» (ne ho vista una con questo messaggio a Livigno);
oppure:
«La nostra macchina ha un motore che inquina di meno e consuma di meno, anche se non raggiunge velocità elevatissime. Tuttavia è poco logico offrirvi un’auto che superi i limiti di velocità consentiti nel vostro Paese».
Quest’ultima sarebbe una pubblicità veritiera, e per questo non è possibile produrla. Non farebbe leva sul desiderio, ma sul nostro senso etico, sulla serietà.
Quando potrà esistere una pubblicità di questo genere?
…
Quando, per l’appunto?

