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Voce marcata come ‘rotatorie’

Le rotatorie come non luogo

9 Luglio, 2009 · Lascia un Commento

Giriamo attorno alle rotatorie come i musulmanti girano attorno alla pietra nera.

Le rotatorie sono spuntate come funghi nel tracciato urbano, abolendo gli odiosi semafori che ci obbligavano a stressanti code, trasformado le strade rette in strade curve, obbligandoci a girare attorno, a compiere cerchi devozionali in omaggio alla fluidificazione del traffico, allungano il percorso che ci porta da un punto A ad un punto B.

Non stiamo più fermi al semaforo, giriamo attorno come dei girotondini (può esistere un’analogia tra il fenomeno politico sociale dei “girotondi” e il nuovo assetto urbanistico creato dalle rotatorie?).
Ho chiesto ad amici e conoscenti cosa ne pensano delle rotatorie.

Alcuni mi hanno risposto che quando esistevano i semafori, erano sicuri che con il semaforo verde sarebbero passati o avrebbero diminuito la coda.
Altri mi hanno detto che sono diminuiti gli incidenti gravi, perché le rotonde fanno diminuire la velocità e in caso di incidente i danni sono minori.
Altri ancora mi hanno detto che quando vanno con la bicicletta hanno un po’ di timore nel superare una rotatoria. L’hanno definita “cerchio della morte” o anche “roulette russa”.
Ma ritorniamo al nostro argomento principale: le rotatorie come “non-luogo”. Cosa significa?

Nell’assetto urbanistico delle nostre città ogni componente ha un significato preciso a cui si associano valori e funzioni. Essi sono dinamici: possono essere risemantizzati nel corso del tempo, possono cambiare ogni qualvolta vengano aggiunti/rimossi elementi architettonici o urbanistici. I quartieri residenziali, ad esempio, sono caratterizzati da una serie di elementi urbanistici (marciapiede, piste ciclabili, parchi, etc.) che si caricano di valori simbolici e funzionali e che permettono che una casa in quell’area costi di più rispetto ad un’altra zona della città.

Ad ogni luogo, nel piano urbanistico, è legata una precisa funzione, un valore simbolico, uno stile di vita (il posto per i bambini, quello per gli anziani, il luogo per gli immigrati etc.).

Le rotatorie, in questo senso, rappresetano dei non-luoghi, degli spazi di forma circolare all’interno dei quali non è prevista una funzione per il cittadino. Sui marciapiedi si cammina, sulle panchine del parco ci si siede, sulla strada si va con la macchina camion moto. Ma all’interno delle rotonde? Avete mai visto qualcuno sedersi in una rotatoria e leggere il giornale? O prendere il sole? O dei ragazzi giocare?

La rotatoria inizia la sua significazione come non luogo. La sua funzione è quella di fluidificare il traffico, ma lo spazio al suo interno non ha nessuna funzione-significato.
Ma evidentemente anche gli assessori al traffico hanno notato questa mancanza di significato e hanno voluto investire questo spazio di significati “accessori”.
Ecco all’ora che all’interno delle rotatorie nascono monumenti celebrativi, che hanno la funzione di risemantizzare questo non-luogo.
In provincia di Treviso, ad esempio, in molte rotatorie si può vedere un cartello con evidenziato il progetto del comune di costruire rotonde. La rotatoria viene celebrata come parte di un progetto di assetto urbanistico e diventa celebrativa di se stessa.

Un altro monumento celebrativo all’interno della rotatoria è la fontana con il suo gioco d’acqua. In questo caso la rotatoria diventa elemento estetico e punta a ricongiungersi esteticamente con il paesaggio circostante.

Molto spesso la rotatoria diventa uno spazio verde, a volte affittato ad aziende del settore che allestiscono un piccolo giardino con tanto di fiori e piante. Questo spazio verde, pur essendo pubblico, non si presta ad essere calpestato. Anche in questo caso la rotatoria diventa un elemento estetico che ricollega semanticamente il tracciato stradale con il paesaggio urbano.

Un’altra tipologia, sicuramente esteticamente meno rilevante, è quella della rotatoria con nel mezzo un palo di illuminazione, che ha l’unico scopo di illuminarla e di illuminare la strada.
In nessuno di questi casi la rotatoria è un luogo accessibile al cittadino. Non ha quelle funzioni sociali (di aggregazione, di incontro) che possono avere una piazza, un marciapiede, una fontana in una piazza, un parco giochi. La rotatoria, pur avendo quelle componenti estetiche aggiuntive che abbiamo visto più sopra e che gli danno una significazione urbanistica, rimane comunque un non-luogo, interdetto ai cittadini e alle funzioni di socializzazione.

Rimane unicamente un elemento funzionale al traffico su strada.

Come potrebbero migliorare le funzionalità delle rotatorie. Oltre a fini estetici che abbiamo più sopra visto ho immaginato le rotonde – quelle più grandi – come possibili spazi per impianti fotovoltaici che aiuterebbero a diminuire il consumo elettrico, alimentando segnali stradali elettrici o impianti di illuminazione.

Ma per adesso di rotatorie di tal sorta non ne ho ancora viste.

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Rotatorie come metafora

3 Luglio, 2009 · Lascia un Commento

Come si possa girare attorno ad un problema senza quindi risolverlo è pratica comune per gli azzeccagarbugli di turno. In modi di dire che riecheggiano un antico e forse – speriamo di no, ahinoi! – perduto buon senso si ritrova il concetto del cerchio, non tanto come forma perfetta, ma come percorso e direzione.

Il cane che si morde la coda fa un cerchio nel suo girare, far quadrare il cerchio, circolo vizioso, girare attorno ad un problema, appunto.

Ecco allora che mi si è presentato un dubbio, ahinoi!, ripeto, un dubbio sulle rotatorie, che riassumo, per non stancarvi con le mie leziosaggini: non è che, urbanisticamente parlando, la costruzione di rotatorie sia un modo per girare attorno ad un problema senza tuttavia risolverlo, o quantomeno attenuarne, ma in maniera strutturale, le esizialità?

Rotatorie, PUT (piano urbano traffico?), tangenziali e sensi unici, non mi sembra abbiano lo scopo di limitare il traffico, ma di far girare le macchine, possibilmente senza mai fermarsi. Giri attorno, giri attorno e alla fine arriverai alla tua meta. Magari ti gira la testa e forse qualcos’altro, ma non importa. Preferivi stare in coda al semaforo? Fermo per cinque minuti? Non è meglio girare in tondo, magari per sette minuti, ma non fermarti, non dover aspettare? Tutti questi sistemi urbanistici hanno il compito – a me pare proprio così – di darti la percezione di fare meno strada, abolendo una distinzione tra il reale e il percepito.

Hai la sensazione che ci sia meno traffico, o meglio che il traffico sia lo stesso, ma più scorrevole. Non ti poni più il problema del tempo impiegato, o te lo poni in maniera diversa, perché preferisci impiegare tre-cinque minuti in più ma non aspettare in coda, piuttosto che rimanere intrappolato nella tua vettura senza la possibilità di andare avanti e indietro. E giri, giri, giri, giri…

Giro giro tondo casca il mondo casca la terra tutti giù per terra.

Il problema del traffico (delle polveri sottili, dello smog, del rumore…) non si risolve con le rotatorie, ma diminuendo le autovetture in circolazione. E come si fa a diminuire le autovetture in circolazione? Con i divieti?

La Toyota ha introdotto per prima una macchina ibrida (la Prius) che sotto i 50 km orari funziona ad elettricità, sopra ai 50 km/h funziona a benzina e ricarica la batteria. Ma se i giapponesi ci hanno copiati da decenni le nostre macchine, non è che per una volta (ma anche due, e tre e quattro, ecc.) li possiamo copiare noi? Invece della Punto nuova non potevano fare una Punto ibrida? Inquini meno, sicuramente, non risolvi il problema ma almeno ci provi, sotto i 50 all’ora vai elettrico.

Il fumo provoca il cancro.
Fumare fa male al tuo bambino/a.
Fumare fa male a chi ti sta vicino.
Fumare nuoce gravemente alla salute.
Il fumo crea danni all’apparato circolatorio e ai polmoni.

Perché queste frasi non le scrivono anche sulle automobili?
Avete sentito qualcuno che ha detto: “aspetta che mi prendo una boccata d’aria e metto in moto la macchina” aspirando dal tubo di scappamento?

Le piste ciclabili. Funzionano così: si caricano le biciclette sulla macchina, si va in macchina alla più vicina pista ciclabile, si scaricano le bici, si fa un giro con la bicicletta lungo la pista ciclabile, si rimette la bicicletta in macchina e si va alla ricerca di un’altra pista ciclabile – in macchina, ovvio.

A Vicenza, sulle nuove rotatorie, hanno lasciato anche uno spaziuncolo per la pista ciclabile. Cazzo, sono in bici, potrei andare dritto, e invece mi tocca fare un semicerchio! E la pista ciclabile sulla rotatoria l’hanno colorata di rosso. Perché un colore che ricorda così verosimilmente il sangue?! Mi viene l’angoscia solo al pensarci.

E anche le strisce pedonali adesso le fanno sopra uno sfondo rosso. Come a dire: stai attento, stai molto attento. Potresti venire schiacciato come un porcospino.

Che dire?

Meglio in macchina piuttosto che a piedi?
Ma sì, facciamoci anche questa ennesima rotatoria.

P.S. = le rotatorie funzionano bene se non c’è troppo traffico. Quando invece il traffico è notevole, per entrare in rotatoria devi gettarti

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